La Promessa trame Spagna, Curro sfida Alonso: ‘Rivoglio il mio status, lo pretendo adesso’
Le trame spagnole de La Promessa si accendono con uno scontro senza precedenti: Curro sfida Alonso in un faccia a faccia che segna la fine di ogni equilibrio. Oppresso dalle pretese di Lorenzo e spinto al limite dalle frustrazioni della tenuta, il giovane arriva al punto di rottura. Decide così di abbandonare la via della prudenza suggerita dal Marchese. Nonostante Alonso predichi ancora pazienza, Curro rompe gli indugi con una richiesta perentoria che scuote le fondamenta del palazzo: “Rivoglio il mio status, lo pretendo adesso”.
Cresce la tensione a La Promessa: Curro non riesce più ad aspettare
Il confronto tra Curro e Alonso rappresenterà uno dei momenti più tesi e significativi de La Promessa, perché arriverà al culmine di una pressione emotiva e narrativa che coinvolgerà più personaggi.
L’atmosfera alla tenuta diventerà sempre più pesante. La gestione delle licenze, le decisioni imposte dall’alto e una serie di tensioni irrisolte contribuiranno a creare un clima di immobilismo e frustrazione. In parallelo, la questione del matrimonio – che Lorenzo continuerà a voler celebrare a ogni costo – graverà su Ángela, ormai sopraffatta dagli eventi.
Sarà proprio Ángela, stremata e incapace di reggere oltre il peso della situazione, a scaricare la propria frustrazione su Curro.
Un gesto che finirà per spingerlo al limite. Curro capirà che il tempo dell’attesa è finito e che continuare a subire equivarrebbe ad accettare un’ingiustizia che lo riguarda in prima persona.
Scontro tra Curro e Alonso: prudenza contro ribellione
Convinto che ci sia ancora qualcosa che dipende da lui, Curro affronterà Alonso senza più esitazioni: “Però c’è qualcosa che è nelle sue mani: che io smetta di indossare questa uniforme”.
Per Alonso, la risposta resterà la stessa di sempre: prudenza, pazienza, cautela. Sarà la linea che avrà scelto fin dall’inizio, nel tentativo di evitare conseguenze peggiori. “Figlio, ne abbiamo già parlato. Dobbiamo andarci piano, essere pazienti”.
Ma Curro non accetterà più questa posizione.

Ricorderà di aver taciuto, di aver obbedito, di aver soffocato le proprie proteste proprio perché gli era stato chiesto di aspettare. Ora, però, quella richiesta gli apparirà incomprensibile. “Sì, e io sono rimasto in silenzio, ho protestato dentro di me, perché lei mi ha detto di aspettare. Ma è che non so più cosa stiamo aspettando”.
Curro dice basta ad Alonso e chiede di riavere il suo ruolo
Alonso ribadirà che non è ancora il momento giusto: “Non può ancora essere”.
Sarà a questo punto che Curro compirà lo strappo definitivo. Non parlerà più solo di un ruolo o di un’uniforme, ma della necessità di ripulire la propria immagine e di riappropriarsi di ciò che sente gli sia stato tolto ingiustamente: “Certo che può essere.
Voglio recuperare il mio status e voglio farlo adesso”.
Lo scontro assumerà così un valore più ampio: non sarà solo un conflitto familiare, ma la rivendicazione di un’identità messa in discussione troppo a lungo.