Mondiali di cricket, l’Italia mette paura all’Inghilterra: azzurri eliminati ma a testa alta
Nel match di Calcutta contro i padri del gioco, gli azzurri perdono 202-178. Ultima partita giovedì con West Indies
La giovane Italia mette paura agli inglesi, i padri del cricket, e perde dopo una un’ottima prestazione. All’Eden Stadium di Calcutta gli Azzurri, impegnati nella terza partita del Mondiale T20 di cricket, limitano l’Inghilterra con un buon inning al lancio, partono male in battuta ma poi recuperano, facendo tremare i tifosi britannici sugli spalti. Finisce 202-178. Italia eliminata dai campionati ma a testa altissima, e con un’ultima partita contro West Indies ancora da giocare (giovedì 19 alle 6,30 con diretta su Sky).
L’Italia torna a Calcutta dopo la prima, storica vittoria contro il Nepal a Mumbai. Il morale della truppa azzurra è alto, ma per vincere contro gli inventori del cricket, che portarono il gioco in Italia a fine Ottocento, serve un’impresa enorme. Da una parte una squadra di campioni, dall’altra un team composto da oriundi e immigrati, alcuni dei quali sono dilettanti che giocano part-time e si mantengono lavorando come operai o fisioterapisti.
L’Inghilterra vince il sorteggio e sceglie di battere per prima. Il campo di Calcutta è più favorevole per i lanciatori veloci, come il nostro Ali Hasan, pachistano che vive da anni a Brescia. Meno favorevole, invece, per gli spin bowler, lanciatori a effetto come il singalese-toscano Crishan Kalugamage a cui i giornali britannici e indiani hanno dedicato numerosi profili: perché per mantenersi fa il pizzaiolo a Lucca e perché, quando elimina un battitore, esulta come l’attaccante interista Lautaro Martinez.
Nonostante il campo non congeniale Kalugamage se la cava più che bene e come lui l’australiano di origini abruzzesi Grant Stewart: in due prendono quattro wicket. I battitori inglesi ci fanno male ma non malissimo: Tom Banton mette a segno 30 punti, l’unico a superare l’half century (50 punti) è Will Jacks, che ne fa 53 senza essere eliminato. L’Inghilterra conclude il suo inning d’attacco con 202 punti, meno della Scozia che su questo stesso campo aveva battuto gli Azzurri all’esordio.
L’inning in battuta della nostra Nazionale comincia coi fratelli italo-australiani Mosca, eroi nella vittoria contro il Nepal. Ma i miracoli raramente si ripetono, e con gli inglesi il più vecchio dei Mosca, AJ, si fa eliminare al primo lancio. Va meglio al più giovane Justin, che resiste a lungo e in coppia con Ben Manenti fa tremare i tifosi inglesi sugli spalti: insieme metteranno a referto 103 punti, con Manenti che ne fa 60.
I battitori italiani cadono uno dopo l’altro sotto i colpi dei lanciatori inglesi Archer, Overton e Curran, ma proprio quando la disfatta sembra dietro l’angolo ci pensa l’all rounder (lanciatore e battitore) azzurro Stewart a ridare fiato ai nostri supporter con sette fuoricampo. La sua eliminazione mette fine alle speranze italiane, perché a battere per l’Italia negli ultimi over ci sono due lanciatori dilettanti, Jaspreet Singh e Kalugamage. Uno gioca nella seconda serie inglese e nel tempo libero fa l’autista per Uber, l’altro – l’abbiamo detto – lavora nella ristorazione.
I maestri inglesi, che si aspettavano di battere l’Italia con un risultato eclatante, si devono accontentare di una vittoria per 24 run. Gli azzurri escono matematicamente dal primo Mondiale della loro storia ma lo fanno dopo un’ottima prestazione, dimostrando di non essersi qualificati per caso: «Dopo una vittoria con il Nepal e una grande partita contro l’Inghilterra, la nostra presenza qui è pienamente giustificata» è il commento di Simone Gambino, presidente onorario della FCrI e padre del cricket italiano.
«In questi Mondiali molti team associate come noi hanno messo in difficoltà le grandi nazioni e questo è entusiasmante. È un bene per il gioco» ha detto a fine gara il capitano dell’Italia Harry Manenti. «Ben Manenti (il fratello maggiore, ndr) stava giocando incredibilmente bene e colpiva meglio di tutti noi. La cosa più importante è che ci siamo qualificati, ma dobbiamo migliorare» ha detto l’inglese Jacks.