Castellanzese ko a testa alta, Varesina a metà. Sprofondo biancorosso da horror

Quello della 25^ giornata di Serie D è senza dubbio uno dei podi più difficili (e tristi) da stilare: con un solo punticino a referto, la domenica vissuta da Castellanzese, Varesina e Varese assume i canoni di una giornata da dimenticare al più presto. Risultati negativi che si riflettono sulle posizioni di classifica, ma ancor di più sul morale delle tre squadre, da cui è necessario ora aspettarsi giocoforza una reazione.
In primis dal Varese, ultimo senza se e senza ma nella nostra classifica, dopo l’orribile prestazione in quel di Romentino contro il fanalino di coda del Girone A. Sia chiaro: la NovaRomentin non ha rubato nulla, ma sono ben evidenti i demeriti dei biancorossi che si sono fatti travolgere 3-1. Non va meglio alla Varesina: nell’1-1 strappato in dieci uomini al 90’ allo Scanzorosciate c’è senza dubbio la voglia di reagire a un momento negativo, ma è il resto della partita a far preoccupare, soprattutto perché era un’altra partita da vincere che non è stata vinta. E, pertanto, il gradino più alto del podio se lo prende la Castellanzese: pur perdendo 1-0 a Brusaporto, i neroverdi hanno dimostrato una volta di più il proprio carattere alzando bandiera bianca al termine di un match condizionato dagli episodi.
1° posto – Castellanzese
Sconfitta sì, ma di quelle che non intaccano le certezze. A Brusaporto la Castellanzese perde 1-0, ma lo fa al termine di una prestazione solida, ordinata, per lunghi tratti superiore. Il gol annullato a Guerrisi e il fallo non ravvisato in occasione del vantaggio bergamasco pesano, inutile negarlo, ma ridurre tutto agli episodi sarebbe limitante: i neroverdi hanno dimostrato di essere vivi, compatti, dentro la categoria con pieno merito. La classifica, complice i risultati dagli altri campi, resta ancora sotto controllo in zona neutra. Ora, però, serve concretezza: contro la Vogherese ultima non saranno ammessi cali di tensione. Perché le partite “giuste” vanno vinte, senza appelli.
2° posto – Varesina
Il pareggio in extremis contro lo Scanzorosciate è un segnale di carattere, ma non può nascondere l’ennesima occasione mancata. La Varesina si accende troppo tardi, fatica a costruire, concede campo e fiducia a un’avversaria più brillante per lunghi tratti. Il rigore di Costantino evita il peggio e tiene vive le Fenici, ma la classifica racconta una realtà scomoda: raggiunti dal Pavia a quota 23, ancora dentro (al momento) la forbice playout, i rossoblù saranno ora obbligati a giocarsi tutto nel prossimo scontro diretto sul campo pavese. Bicchiere mezzo pieno per la reazione, mezzo vuoto per ciò che non funziona da settimane. Per salvarsi servirà molto più di un guizzo al 90’.
3° posto – Varese
Qui il problema non è il risultato, è il modo. Perdere 3-1 contro l’ultima in classifica che non vinceva dal 7 dicembre non è solo una battuta d’arresto: è un campanello d’allarme fragoroso. Il Varese è apparso molle, disattento, quasi svuotato prima ancora che battuto. La differenza non l’ha fatta la qualità, ma la fame: evidentemente lo stimolo di una salvezza quasi impossibile fa la differenza rispetto alla volontà di raggiungere i playoff. I quattro cambi all’intervallo suonano come una resa tecnica e mentale, mentre la protesta della Curva certifica una frattura emotiva che non può essere ignorata. Tempo fa la società aveva chiesto ai senatori di prendersi le proprie responsabilità; se, però, i senatori sono i primi a deludere allora la situazione si fa davvero critica. Con il Vado all’orizzonte servirà una risposta vera in un momento ancor più drammatico rispetto a quello del girone d’andata. Perché il margine di errore, ora, è finito davvero.