Curro Salva Pia da Rufino “L’uomo dei Veleni” | La Promessa Anticipazioni 23-24 Febbraio
Curro Salva Pia da Rufino “L’uomo dei Veleni” | La Promessa Anticipazioni 23-24 Febbraio
Le puntate del 23 e 24 febbraio si aprono con un’atmosfera cupa e inquietante alla tenuta. Nulla sembra fuori posto in apparenza, ma tra i corridoi si percepisce una tensione sottile, quasi invisibile. I domestici parlano a bassa voce, gli sguardi si incrociano nervosamente, e una paura indefinita sembra aleggiarе su tutti.
Al centro del pericolo c’è Pia.
Da giorni la donna non sta bene. All’inizio sembrava solo stanchezza: vertigini leggere, debolezza, qualche improvviso mancamento. Ma col passare del tempo i sintomi diventano sempre più strani. La sua pelle perde colore, le mani tremano, e soprattutto compare una febbre intermittente che nessuno riesce a spiegare.
Il medico della zona parla di esaurimento.
Ma Curro non ci crede.
C’è qualcosa che non torna. Pia è sempre stata forte, resistente. Non è il tipo che crolla senza motivo. Inoltre Curro nota un dettaglio inquietante: ogni volta che Pia beve una certa tisana preparata in cucina, peggiora subito dopo.
È un particolare minuscolo, ma sufficiente per accendere il sospetto.
Nel frattempo, in paese, comincia a circolare un nome che fa paura: Rufino. Lo chiamano “l’uomo dei veleni”. Un individuo misterioso, già coinvolto anni prima in strani casi di avvelenamento mai dimostrati. Nessuna prova concreta, ma una lunga scia di malati improvvisi, incidenti sospetti, eredità accelerate.
Quando Curro sente quel nome collegato a una recente visita alla tenuta, il suo istinto scatta immediatamente.
Decide di indagare in silenzio.
Non dice nulla a Pia per non spaventarla, ma inizia a controllare tutto: la cucina, le erbe usate per le infusioni, i registri delle consegne, perfino le bottiglie d’acqua. Più osserva, più trova piccole anomalie: un barattolo spostato, una bustina senza etichetta, un odore leggermente amaro in una tazza.
La prova decisiva arriva quando riesce a recuperare un residuo della tisana e lo mostra a un vecchio farmacista di fiducia.
La risposta è gelida.
Dentro c’è una sostanza tossica, lenta ma progressiva. Non uccide subito. Indebolisce, confonde, consuma la vittima giorno dopo giorno.
Qualcuno sta avvelenando Pia.
E lo sta facendo con metodo.
Da quel momento inizia una corsa contro il tempo. Curro capisce che Pia potrebbe non avere molti giorni se continua a ingerire quella sostanza. Ma deve anche capire chi sta collaborando con Rufino… perché è impossibile che l’uomo entri e agisca da solo.
Le ore successive sono cariche di suspense. Curro segue una pista che lo porta a scoprire che Rufino è stato visto parlare con una persona legata alla tenuta. Non è chiaro se si tratti di ricatto, vendetta o pagamento, ma ormai è evidente che il piano è in corso.
La situazione precipita quando Pia ha un collasso improvviso.
La scena è drammatica: cade davanti a tutti, il respiro corto, la vista offuscata, incapace di parlare. Per un attimo sembra che il peggio sia già successo. Alcuni pensano a un infarto, altri gridano per chiamare aiuto.
Curro invece capisce subito.
È il veleno.
Senza perdere tempo, corre nella stanza di Pia, trova la tazza ancora sul tavolo e la annusa: lo stesso odore amaro. Non c’è più dubbio. Qualcuno ha tentato il colpo finale.
Parte allora la sequenza più tesa dell’episodio.
Curro organizza in pochi minuti una fuga improvvisata: fa portare Pia fuori dalla tenuta per evitare che continui a essere esposta, manda un messaggero dal farmacista per preparare un antidoto provvisorio, e soprattutto decide di affrontare direttamente Rufino.
Lo trova in una vecchia casa isolata ai margini del paese.
Il confronto è durissimo.
Rufino non nega subito. Sorride, parla lentamente, quasi divertito dal fatto che Curro sia riuscito a collegare tutto. Dice che il veleno è “solo uno strumento” e che la vera colpa appartiene a chi ha pagato per usarlo.
Curro pretende un nome.
Rufino rifiuta.
La tensione sale fino quasi allo scontro fisico, ma il tempo stringe: Pia potrebbe morire. Alla fine Curro riesce almeno a ottenere una confessione parziale sulla sostanza utilizzata, sufficiente per permettere al farmacista di completare l’antidoto.
La corsa di ritorno alla tenuta è frenetica.
Quando Curro arriva, Pia è incosciente.
Per lunghissimi secondi nessuno sa se l’antidoto funzionerà. Il silenzio è totale. Solo il ticchettio dell’orologio riempie la stanza.
Poi, finalmente, un piccolo segnale.
Le dita di Pia si muovono.
Il respiro si stabilizza.
Gli occhi si aprono lentamente.
È salva.

La scena è carica di emozione: Curro resta accanto al letto, visibilmente scosso, mentre Pia capisce gradualmente cosa è successo. Non serve dire molto. Entrambi sanno che la morte è passata a un passo.
Ma la storia non finisce lì.
L’episodio si chiude con un nuovo, inquietante sviluppo: qualcuno, nascosto nell’ombra della tenuta, osserva la scena della guarigione con evidente frustrazione. Non si vede il volto, solo una mano che stringe una lettera bruciacchiata.
Il messaggio è chiaro.
Il tentativo di avvelenamento era solo il primo passo.
Schermo nero.
Una scritta anticipa:
Il veleno è stato fermato. Ma il vero nemico è ancora dentro La Promessa.
Continua…