Volti e memoria della lotta alla mafia: alla Passerini Landi arriva “A testa alta”
Si tratta di 20 grandi fotografie, già collocate in precedenza nei corridoi di rappresentanza di Palazzo Montecitorio, e che ora sono state messe a disposizione dei Comuni che ne hanno fatto richiesta.
Le immagini testimoniano l’esempio e l’eredità morale dei suoi protagonisti, per restituire l’intrecciarsi delle storie umane e professionali nel segno della comune battaglia contro la mafia.
L’esposizione, patrocinata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, che ha contribuito alla realizzazione, sarà visitabile da lunedì 2 a sabato 28 febbraio durante gli orari di apertura della biblioteca.
«”Se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia”. Così scriveva Giovanni Falcone che il 23 maggio 1992 veniva assassinato da una carica di tritolo piazzata da Cosa Nostra nei pressi di Capaci. Con il magistrato morivano la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Il 19 luglio sarebbe toccato a Paolo Borsellino, vittima della strage di via D’Amelio. Quelle stragi – dichiara l’assessore Christian Fiazza – alzarono definitivamente il velo sul fenomeno mafioso costringendo istituzioni e pubblici cittadini, in Sicilia come in Italia, a fare i conti con quella “Cosa” che ormai era davvero nostra, di tutto il Paese. A più di trent’anni di distanza da quella strage nasce questa mostra sulle mafie e chi le ha combattute per i ragazzi e le ragazze, i loro insegnanti, le famiglie. Si tratta di uno strumento per fornire approfondimenti da utilizzare per creare una o più lezioni a scuola, su un tema che ognuno deve sentire proprio. Perché “gli uomini passano, le idee restano”, e servono nuove gambe per farle camminare. E queste gambe devono appartenere soprattutto ai giovani e alla loro vivacità intellettiva».